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Nell'Antica Grecia, la parola Téchne, tradotta oggi comunemente con Arte, indicava l'espressione artistica, ma anche i mezzi necessari a realizzarla, la Tecnica. Platone spiega che alla Téchne greca partecipavano l'artista con l'ingegnere e il muratore. Tecnologia è una parola composta che deriva dalla parola greca τεχνολογία (tékhne-loghìa), "discorso sull'arte", dove per arte oggi si intende la tecnica.
Un docufilm di Marcello Foa che racconta una straordinaria figura dell'innovazione italiana, andato in onda il 28 marzo scorso su Rai 3 e disponibile su RaiPlay
Il film – prodotto da ZetaGroup in collaborazione con Rai Documentari – ne attraversa le “quattro vite”: infanzia, impresa, crisi interiore, visione etica. Con uno stile narrativo che alterna immagini d’archivio, ambienti simbolici, testimonianze familiari, Foa propone un ritratto in chiaroscuro. “Ho scelto di raccontare Faggin con uno sguardo non agiografico, ma profondo,” spiega il regista. “Il documentario si muove sul confine tra luce e ombra, mostrando il doppio volto del genio: da fuori l’inventore, da dentro un uomo inquieto, segnato dal bisogno di senso. Un cammino che porta all’illuminazione e alla nascita della sua ‘quarta vita’”.
Luigi del Plavignano, direttore di Rai Documentari: “Questo film è molto più di un omaggio biografico. È una riflessione sul tempo che viviamo. In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dalla potenza degli algoritmi, Faggin ci ricorda che il vero progresso è quello che conserva l’umano. Solo se guidata da libertà, creatività e responsabilità, la tecnologia può essere davvero al servizio dell’uomo”.
Fonte: AGI
I carabinieri della stazione di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, hanno identificato e denunciato un 20enne nordafricano. Secondo l'accusa avrebbe prosciugato il conto della ex fidanzata per poi darsi alla fuga. Avrebbe agito sfruttando la buona fede della vittima. Mentre lei dormiva, tramite riconoscimento facciale, avrebbe effettuato l'accesso al conto corrente della ragazza, disponendo due bonifici istantanei a suo favore per un totale di 25mila euro.
Ammettiamolo: farle confessare una password alfanumerica sperando parlasse nel sonno o ipnotizzandola sarebbe stato molto più complicato. Pratica improba da ladruncoli vintage.
Per fortuna la tecnologia sta venendo in aiuto a questa categoria sinora tanto penalizzata di ladri digitali. Ma non solo: ora non serve nemmeno che il derubato sia vivo, per avere il suo riconoscimento facciale. Lo stesso dicasi per lo sblocco tramite impronta digitale. Non è carino ritrovarsi con una falangetta in meno al risveglio.
Meditate gente, meditate.
Visto su: t.me/ArsenaleKappa
Sapevate che nei servizi igienici e nei liquami c'è un tesoro nascosto? Ce lo spiega il Forum di Davos nella “quarta rivoluzione industriale”.
Gli esperti assicurano che si tratta di una nicchia di mercato che finora nessuno si era preso la briga di sfruttare. Chissà come mai, verrebbe da chiedersi?
Esistono infatti programmi per produrre idrogeno ed elettricità; altri per produrre carbone organico, minerali, fertilizzanti, cibo e acqua potabile.
Nel 2016, diverse multinazionali hanno formato il "Toilet Board Coalition", una coalizione che collabora con agenzie delle Nazioni Unite (UNICEF, UN-Water e il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) nel quadro degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, uno dei quali è rappresentato da latrine, servizi igienico-sanitari.
Fanno parte della coalizione Unilever, che possiede centinaia di marchi alimentari (Algida, Calvé, Bertolli, Carte d'or, Cif, Coccolino, Clear, Dove, Grom, Knorr, Maizena, Magnum, Mentadent, Pfanni, ecc.) e Firmenich, azienda svizzera che produce aromi artificiali.
Avete capito quale sarebbe la materia prima, vero?
Secondo una ricerca di mercato si parla di un business da 62 miliardi di dollari nella sola India.
Ogni anno infatti i liquidi biologici vengono sprecati: stiamo parlando di 3,8 trilioni di litri di risorse biologiche di valore.
Anche il colosso francese Veolia fa parte della holding e ricicla le acque reflue per renderle potabili. Nel 2023 ha lanciato il Programma Jourdain: “il primo esperimento in Europa nel trattamento delle acque reflue, per garantire l'approvvigionamento di acqua potabile nella regione”.
Nel 2011, la Fondazione Gates ha finanziato il concorso RTTC (“Reinvent the Toilet Challenge”) per filtrare e separare i vari componenti delle acque reflue.
La retorica che giustifica il riciclaggio delle acque reflue è sempre la stessa: il cambiamento climatico causerà siccità, quindi carenze idriche.
Ma tranquilli ci pensano loro con le nostre deiezioni!!!
La tecnica di riciclo degli escrementi si basa sull'allevamento di larve di mosca soldato nera (Hermetia illucens). Chiamate ovviamente le "mosche ecologiche" per la loro capacità di convertire i rifiuti organici in proteine, lipidi e nutrienti essenziali di alta qualità. La polvere viene trasformata in un prodotto facilmente digeribile e ricco di nutrienti, utilizzato per alimenti e bevande: farina, impasti per torte e biscotti, barrette proteiche, birra, cereali per la colazione e sostituti della carne e latticini.
Questa tecnica che utilizza le larve di mosca rientra in un progetto sovvenzionato dall'immarcescibile e immancabile Fondazione Gates.
Quindi mentre le multinazionali si appropriano dell'acqua potabile dalle sorgenti naturali per venderla in bottiglia, tutti gli altri morti di fame dovranno accontentarsi di bere acque fecali riciclate, pagandole pure! Sono dei geni.
Liberamente tratto da: https://t.me/marcellopamio
Vecchio proverbio popolare: "Se la merda avesse valore, i poveri nascerebbero senza il culo"