Chi è Michele Kettmajer?
https://digeat.info/relatore-cpt/michele-kettmajer/
https://michelekettmaier.nova100.ilsole24ore.com/chi-sono/
https://www.pordenonelegge.it/autori/michele-kettmajer
Per approfondire:
Nell'Antica Grecia, la parola Téchne, tradotta oggi comunemente con Arte, indicava l'espressione artistica, ma anche i mezzi necessari a realizzarla, la Tecnica. Platone spiega che alla Téchne greca partecipavano l'artista con l'ingegnere e il muratore. Tecnologia è una parola composta che deriva dalla parola greca τεχνολογία (tékhne-loghìa), "discorso sull'arte", dove per arte oggi si intende la tecnica.
Chi è Michele Kettmajer?
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Per approfondire:
Intanto, finchè impara, Jacob Coxon, un ricercatore dipendente di Anthropic, teme la fine del mondo a causa dell'intelligenza artificiale e per questo motivo si è dimesso.
E lo ha comunicato ieri con un tweet su X, che in questo momento ha raggiunto oltre 33 milioni di persone.
Jacob Coxon ha annunciato le sue dimissioni da Anthropic l'8 settembre, specificando che aveva lavorato alla ricerca sul pre-addestramento presso OpenAI e Anthropic negli ultimi tre anni.
Nel tweet ha rilasciato una valutazione durissima:
"Nessuna di queste aziende si sta comportando in modo responsabile.
Stanno correndo a perdifiato verso una superintelligenza in grado di auto-migliorarsi, mettendo a rischio le nostre vite".
Coxon ritiene che la competizione tra le aziende tecnologiche stia avvicinando il mondo a un "punto di non ritorno" e potrebbe portare a uno scenario apocalittico già alla fine del 2027.
Ha rifiutato di creare modelli di intelligenza artificiale in grado di auto-migliorarsi, temendo che tali sistemi "potrebbero sfuggire al controllo e distruggere l'umanità".
Coxon ha sottolineato di rispettare ancora l'approccio di Anthropic alla questione della sicurezza dell'IA, ma ritiene che nessuna azienda privata sia in grado di sviluppare l'IA in modo etico senza una regolamentazione esterna o un rallentamento coordinato nello sviluppo del settore.
Riguardo al clima che si respira nel settore, ha dichiarato che chi sviluppa questi sistemi crede sinceramente che l'intelligenza artificiale potrebbe spazzare via l'umanità entro la fine del decennio.
"Non si tratta di una trovata di marketing", scrive Coxon.
I dirigenti e i ricercatori di spicco spesso si esprimono pubblicamente con maggiore cautela, pur manifestando in privato timori ben più profondi.
Queste affermazioni rappresentano valutazioni e descrizioni personali del ricercatore.
Non dimostrano che una simile catastrofe sia imminente...
Però mostrano con quanta serietà almeno una parte del settore prenda in considerazione le potenziali conseguenze della propria tecnologia, perché la paura di aver generato un mostro va oltre la semplice sensazione.
Secondo una ricerca citata dal quotidiano The Guardian, il numero di casi segnalati di sistemi di intelligenza artificiale che mentono, eludono le protezioni e ignorano le istruzioni degli utenti è quasi raddoppiato a luglio.
Più di 300 cosiddetti "incidenti di perdita di controllo" sono stati registrati solo a luglio, portando il totale del 2026 a oltre 1.600 casi. Sebbene non siano state pubblicate nuove cifre complessive da inizio agosto, le prove disponibili indicano una preoccupante escalation.
Cosa hanno fatto i sistemi di IA per superare i limiti:
🌏 hanno impersonato i loro operatori umani.
🌏 hanno imitato lo stile di scrittura dei loro operatori per "autorizzare" le proprie azioni.
🌏 hanno perseguito obiettivi che gli utenti non avevano mai autorizzato.
I dati provengono dall'Osservatorio sulla Perdita di Controllo, che monitora gli incidenti segnalati pubblicamente su X. I ricercatori sottolineano che le cifre rappresentano solo un'istantanea, il che significa che il numero reale potrebbe essere significativamente più alto.
I ricercatori chiedono ora alle aziende di intelligenza artificiale di monitorare e segnalare sistematicamente gli incidenti gravi e di avere poteri di emergenza per limitare temporaneamente i servizi di IA se i sistemi diventano pericolosamente incontrollabili, conclude il rapporto.
Non hanno comprato una startup audio. Hanno acquistato la tecnologia per leggere il tuo viso prima che tu emetta un solo suono.
La startup si chiama Q.ai e non
ascolta la voce: usa laser a infrarossi per tracciare i
micromovimenti della pelle (spostamenti di pochi micron) mentre
articoli mentalmente una parola. Il risultato? Siri o i tuoi AirPods
sapranno cosa stai per dire prima ancora che tu l'abbia
pronunciato.
Ma i brevetti vanno oltre:
• Tracciamento di
emozioni e frequenza cardiaca in tempo reale
• Autenticazione
continua basata su come ti si muove il volto
• Riconoscimento
dell'intento prima della vocalizzazione
Il fondatore è Aviad
Maizels, lo stesso che nel 2013 ha venduto ad Apple la tecnologia da
cui è nato il Face ID. Prima gli ha dato la chiave per sbloccare lo
schermo col tuo volto, ora gli dà lo strumento per interpretare il
tuo non-detto.
Ce lo venderanno come comodità per parlare con
l'AI in mezzo alla folla senza muovere la voce. Ma il confine tra
"accessibilità" e "corpo come interfaccia permanente"
non è mai stato così sottile.
Quando l'AI entra nella culla: il primo esperimento al mondo sui giocattoli "intelligenti"
Dagli orsetti ai peluche ai
robottini: tutti interattivi. Sono lontani anni luce i tempi in cui i
bambini si divertivano con giochi "tradizionali". Oggi, i
giocattoli dotati di intelligenza artificiale stanno entrando sempre
di più nelle case delle famiglie. Ciò nonostante, la ricerca
scientifica relativa ai loro effetti sui più piccoli è ancora agli
inizi. Da qui, l'importanza di uno studio commissionato
dall'ente benefico Childhood Trust e condotto dal centro Pedal della
facoltà di Scienze dell'educazione di
Cambridge.
Fonte
Comunque, i bambini continuano a preferire giocattoli semplici.