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mercoledì 4 giugno 2025

IL "DIAVOLO" NEI NOSTRI TELEFONI

Chris Anderson, direttore di Wired dal 2001 al 2012 in un’intervista al New York Times, affermò che in una scala che va dalle caramelle al crack, gli smartphone sono più vicini al crack. E questo probabilmente è vero, sia in termini di danni che provocano al cervello, quanto al fenomeno della dipendenza. 

A partire dal 2013, anno del crollo dei prezzi degli smartphone, hanno cominciato ad aumentare esponenzialmente i disturbi legati all’ansia nei giovani e giovanissimi. Queste problematiche hanno poi subito un’ulteriore impennata, arrivando quasi a raddoppiare, durante la pandemia. Psicologi e psichiatri infantili non hanno dubbi: il tutto è dovuto alla dipendenza dagli schermi e ai contenuti dannosi veicolati attraverso le piattaforme social. Orestis Floros, psichiatra che studia le dipendenze per l’Istituto Karolinska di Stoccolma, intervistato da Giorgio Bianchi, afferma senza mezzi termini che il meccanismo che determina la dipendenza da alcol e stupefacenti, è il medesimo che innesca la dipendenza dagli schermi, e andrebbe trattato nella stessa maniera. 

Purtroppo si tratta di una problematica ampiamente sottovalutata, soprattutto dalle famiglie che con troppa facilità usano questi mezzi tecnologici come baby sitter e far sì che i piccoli non disturbino la quiete dei genitori, non rendendosi conto degli enormi danni che stanno facendo dal punto di vista emotivo, cognitivo e comportamentale. 

Fonte: https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist

venerdì 7 marzo 2025

MA PERCHÉ NON RIUSCIAMO A LIBERARCI DELLO SMARTPHONE?


Jonathan Haidt è uno psicologo americano che da molto tempo tenta di spiegare all'opinione pubblica che l'uso prolungato dello smartphone può arrecare danni alla nostra mente. Nello specifico la questione riguarda soprattutto i più giovani, tra i quali i tassi di ansia e depressione sono fortemente in aumento. C'entrano social network e smartphone? Secondo Haidt sì. Il punto però è che ormai liberarsi dello smartphone sembra quasi impossibile. Ma perché?


I momenti "vuoti" sono fondamentali per la crescita e per lo sviluppo cognitivo e creativo. Quindi bisogna promuoverlo questo tempo "vuoto", invece di riempirlo con nuovi e continui stimoli, spesso inutili ed eccessivi.

Ma alcuni genitori non comprendono che dare il buon esempio ai propri figli è di fondamentale importanza per il loro futuro.

Fonte: t.me/Alba_dei_Morti_Viventi