venerdì 10 luglio 2026

Il solito espediente retorico: usare l'orrore di un crimine abominevole per anestetizzare il pensiero critico e spingere i cittadini ad accettare la rinuncia ai propri diritti fondamentali


CHAT CONTROL, COSÌ IL PARLAMENTO UE RIBALTA SE STESSO E CONSEGNA LE NOSTRE CONVERSAZIONI ALLE BIG TECH

Il risultato è un trasferimento silenzioso di potere. Non dallo Stato ai cittadini. Ma dallo Stato alle grandi imprese tecnologiche

di Daniela Mainenti, Professore Straordinario in Diritto Processuale Penale Comparato

Il Parlamento europeo aveva già deciso. Con una risoluzione adottata nell’aprile 2026 aveva respinto la proposta della Commissione di prorogare il regolamento che autorizzava, sia pure su base volontaria, la scansione delle comunicazioni private da parte delle piattaforme digitali per individuare materiale di abuso sessuale sui minori. Non solo. Aveva invitato la Commissione a ritirare la proposta. Sembrava la parola fine.

Invece no. Con una procedura eccezionale, sollecitata dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel suo intervento al Consiglio europeo del 18 giugno, il fascicolo è stato rimesso sul tavolo. Lo stesso testo, sostanzialmente immutato, ritorna, “magicamente” davanti all’Aula, ma questa volta con regole procedurali completamente diverse e molto più favorevoli alla sua approvazione. È una vicenda che dovrebbe preoccupare tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Perché qui non è in discussione la lotta contro la pedopornografia. Quella è un dovere morale e giuridico sul quale nessuna persona ragionevole può nutrire dubbi. La vera domanda è un’altra.

In sostanza, la sorveglianza di massa inverte la presunzione di innocenza e diventa una pesca a strascico che trasforma ogni cittadino in un potenziale indagato, violando il diritto fondamentale alla riservatezza.

Nel frattempo, i meccanismi del potere economico e politico globale continuano a schermarsi dietro l'opacità, i segreti di Stato e la complessità burocratica dei grandi processi. Il più oscuro scandalo di portata globale sul traffico di minori, le violenze e i sacrifici rituali resta pressoché impunito. E tutto ciò che rimane nascosto e impunito si trasforma nel più potente strumento di ricatto: il potere che protegge se stesso. Pochissimi processi, indagini penali esasperatamente lente e accordi transattivi miliardari, sul modello di quelli che hanno coinvolto le grandi banche accusate di aver agevolato le transazioni finanziarie di Jeffrey Epstein.

È il solito espediente retorico: usare l'orrore di un crimine abominevole per anestetizzare il pensiero critico e spingere i cittadini ad accettare la rinuncia ai propri diritti fondamentali.

Con la protezione dei minori come giustificazione morale, si normalizza una sorveglianza di massa che non colpirà i grandi network criminali che sanno perfettamente come nascondersi, ma minerà le libertà civili di tutti gli altri.

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