venerdì 10 luglio 2026

Il solito espediente retorico: usare l'orrore di un crimine abominevole per anestetizzare il pensiero critico e spingere i cittadini ad accettare la rinuncia ai propri diritti fondamentali


CHAT CONTROL, COSÌ IL PARLAMENTO UE RIBALTA SE STESSO E CONSEGNA LE NOSTRE CONVERSAZIONI ALLE BIG TECH

Il risultato è un trasferimento silenzioso di potere. Non dallo Stato ai cittadini. Ma dallo Stato alle grandi imprese tecnologiche

di Daniela Mainenti, Professore Straordinario in Diritto Processuale Penale Comparato

Il Parlamento europeo aveva già deciso. Con una risoluzione adottata nell’aprile 2026 aveva respinto la proposta della Commissione di prorogare il regolamento che autorizzava, sia pure su base volontaria, la scansione delle comunicazioni private da parte delle piattaforme digitali per individuare materiale di abuso sessuale sui minori. Non solo. Aveva invitato la Commissione a ritirare la proposta. Sembrava la parola fine.

Invece no. Con una procedura eccezionale, sollecitata dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel suo intervento al Consiglio europeo del 18 giugno, il fascicolo è stato rimesso sul tavolo. Lo stesso testo, sostanzialmente immutato, ritorna, “magicamente” davanti all’Aula, ma questa volta con regole procedurali completamente diverse e molto più favorevoli alla sua approvazione. È una vicenda che dovrebbe preoccupare tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Perché qui non è in discussione la lotta contro la pedopornografia. Quella è un dovere morale e giuridico sul quale nessuna persona ragionevole può nutrire dubbi. La vera domanda è un’altra.

In sostanza, la sorveglianza di massa inverte la presunzione di innocenza e diventa una pesca a strascico che trasforma ogni cittadino in un potenziale indagato, violando il diritto fondamentale alla riservatezza.

Nel frattempo, i meccanismi del potere economico e politico globale continuano a schermarsi dietro l'opacità, i segreti di Stato e la complessità burocratica dei grandi processi. Il più oscuro scandalo di portata globale sul traffico di minori, le violenze e i sacrifici rituali resta pressoché impunito. E tutto ciò che rimane nascosto e impunito si trasforma nel più potente strumento di ricatto: il potere che protegge se stesso. Pochissimi processi, indagini penali esasperatamente lente e accordi transattivi miliardari, sul modello di quelli che hanno coinvolto le grandi banche accusate di aver agevolato le transazioni finanziarie di Jeffrey Epstein.

È il solito espediente retorico: usare l'orrore di un crimine abominevole per anestetizzare il pensiero critico e spingere i cittadini ad accettare la rinuncia ai propri diritti fondamentali.

Con la protezione dei minori come giustificazione morale, si normalizza una sorveglianza di massa che non colpirà i grandi network criminali che sanno perfettamente come nascondersi, ma minerà le libertà civili di tutti gli altri.

Fonte

lunedì 29 giugno 2026

ECCO COSA CONSUMANO I DATA CENTER PER LA IA. MA IL PROBLEMA AMBIENTALE SIETE VOI

Quello che inquina sarebbe la Panda ibrida, vero?

Poi hanno il coraggio di scartavetrare i testicoli a noi comuni mortali.
Loro fanno sempre quello che vogliono, mentre gli idioti pagano il pegno delle loro decisioni.
Mi rivolgo a quei poveri mentecatti che ancora vanno a votare: lo volete capire una volta per tutte come funziona il Sistema oppure no?
Mentre ci impongono restrizioni assurde sulla mobilità quotidiana, criminalizzando le auto del lavoratore, i veri colossi industriali e i jet privati dei potenti continuano a emettere tonnellate di CO2 senza alcun freno.
Ci bombardano con la retorica della transizione ecologica e del "green", ma la realtà è che si tratta solo di un business colossale sulla pelle dei morti di fame.
Le tasse pseudo-ambientali servono a svuotare le tasche della classe media, costringendoci a cambiare auto che funzionano benissimo in favore di tecnologie costose e non ancora sostenibili per tutti.
Il voto è diventato ormai una farsa, un'illusione di scelta per legittimare un sistema che risponde solo agli interessi delle grandi lobby e dei mercati finanziari, mai ai bisogni reali della gente comune.

Visto qui: https://t.me/marcellopamio/11313

giovedì 18 giugno 2026

SULLA CUSTODIA DELLA PERSONA UMANA NEL TEMPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il Papa Leone contro Trump. Il Vaticano ha presentato un'enciclica - una lettera del pontefice - su un argomento chiave per l'attuale capo della Chiesa cattolica. L'argomento riguarda le sfide poste dall'intelligenza artificiale. Leone è un attivo sostenitore dell'introduzione di restrizioni sull'IA

Nella sua lettera, il pontefice ha esortato che all'IA non dovrebbe mai essere concesso il diritto di prendere decisioni sull'uccisione di persone, e ha sottolineato di non umanizzare nessun chatbot. In particolare, l'enciclica è stata presentata da Leone insieme al capo di una delle principali startup americane di IA, Anthropic.

Come è noto, non molto tempo fa, Anthropic si è scontrata con il Pentagono. La startup ha accusato la squadra di Trump di tentare di costringere i loro algoritmi a commettere crimini di guerra. Pochi giorni prima dell'inizio della guerra con l'Iran, i contratti di Anthropic con il Pentagono sono stati rescissi.

Durante l'avventura iraniana, sono stati commessi gravi errori nella pianificazione e nella scelta dei bersagli, che includevano un attacco a una scuola con bambini. Tutto questo è stato lasciato all'intelligenza artificiale. Il Pentagono sta ora cercando urgentemente di spostare i suoi modelli di IA su altri algoritmi. Lo stesso sta facendo anche i contractor del governo statunitense come Palantir, che dipendono da Anthropic.

Il Papa Leone ha recentemente condannato i discorsi militaristi dei cristiani sionisti nella squadra di Trump e ha chiesto la fine della guerra in Iran. Ha anche rifiutato di partecipare alla celebrazione del 250° anniversario degli Stati Uniti. I rating di Trump tra i cattolici americani stanno crollando. Il primo papa proveniente dagli Stati Uniti sta dichiarando una vera crociata contro la Casa Bianca. Questo potrebbe avere un impatto significativo su Trump in vista delle prossime elezioni.

Visto qui il 25 maggio 2026

Il rischio non è solo che alcune tecnologie siano usate male, ma che il paradigma tecnocratico in cui siamo immersi faccia sembrare giusta e normale una visione antiumana, secondo cui la pienezza della vita consisterebbe nell’avere di più, nel ridurre la fragilità, eliminare l’imprevisto, controllare ogni cosa.

Leone XIV, Magnifica Humanitas 

SULLA CUSTODIA DELLA PERSONA UMANANEL TEMPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

visto qui l'1 giugno 2026

sabato 13 giugno 2026

Natalino Irti fra tecnica, diritto e destini dell’umanità

È mancato a novant’anni Natalino Irti, il più importante e riconosciuto giurista italiano contemporaneo, come ha ricordato Massimo Cacciari.

Nel 2022 ho avuto l’onore di intervistarlo a proposito del rapporto fra “tecnica, diritto e destini dell’umanità”. Il suo libro “Nichilismo giuridico” (in particolare) ha avuto un impatto davvero molto forte, sia sulla filosofia che sulla giurisprudenza.

Ecco l’intervista integrale di Davide Sabatino al compianto Natalino Irti


DAVIDE SABATINO (L’INDISPENSABILE) IN DIALOGO CON IL PROFESSOR NATALINO IRTI


Gentile Professore, bentrovato. Innanzitutto la ringraziamo per la sua cortese disponibilità. Con questa nostra intervista vorremmo affrontare con lei il complesso rapporto che esiste fra scienza, tecnica e umanità. La nostra epoca è segnata da una presenza sempre più invasiva delle tecnologie e delle più svariate forme di dipendenza tecnica. Dal suo punto di vista, di giurista di lungo corso, quali sono i pericoli che corriamo, a livello di rapporti di forza?

Grazie a voi. Comincerei col dire che il diritto, che già da tempo utilizza strumenti tecnici e si accosta timidamente all’impiego di robot e di intelligenza artificiale, è sicuramente parte in causa. Dunque il giurista non può sviare lo sguardo e chiudersi nel silenzio. Positività e artificialità si tengono insieme, poiché l’uomo non trova il diritto fra le cose del mondo esterno, non lo accoglie e riceve dal di fuori, ma lo istituisce con la propria volontà. Quindi dire artificiale è dire che il diritto ci appartiene, che la nostra volontà è in grado di istituirlo o destituirlo, che ogni responsabilità ricade in ultima istanza soltanto su di noi.

Detto ciò, non c’è dubbio che un’ombra cupa d’inumanità ha gravato, ed ancora grava, sulla tecnica, sugli sviluppi della scienza contrapposti alle nobili opere della civiltà. Se però la tecnica ci appare suprema creatrice di artificialità, questo carattere dobbiamo riconoscerlo proprio di tutto l’agire umano, e di ogni cosa che ci circonda e giova alla nostra vita materiale e spirituale. L’antitesi di diritto e tecnica non regge dunque come urto fra umano e dis-umano, poiché ambedue appartengano al nostro agire nel corso storico. Infatti, anche il diritto è una tecnica.

In pratica, se ho compreso bene, lei ci sta dicendo che è un errore considerare la tecnica come separata dall’essere umano, e che la nostra paura di una degenerazione della tecnica nasce dalla malintesa comprensione del carattere intrinsecamente umano della tecnica?

Esattamente. La tecnica nasce e si svolge proprio per la scoperta rinascimentale dell’uomo, della verità come risultato di prove empiriche e sperimentali, dell’individuo come artefice del corso storico. In questa luce, la tecnica è umana e umanistica: dove il primo aggettivo esprime l’appartenenza al mondo storico, costituito dagli uomini nel fiume del tempo; e il secondo rivela le connessioni profonde con la Rinascenza e con la modernità culturale dell’Europa.

Una volta riconosciuto il carattere umano della tecnica, e cioè superata l’interpretazione mitica magica religiosa, si aprono due strade: l’una, delle antitesi variamente definite e argomentate (tra cultura e civilizzazione, vita e tecnica, regno degli uomini e regno delle cose); l’altra, per dir così, dell’unità, o che la tecnica sia uno dei modi in cui si rivela la verità dell’essere (direbbe Heidegger), o che la tecnica stringa tutti gli uomini nel comune discorso scientifico.

Così l’uomo, perduto il “lusso” dell’esistenza privata e l’antica garanzia di fedi unitarie, si fa uomo sociale e s’immette nel discorso tra i saperi particolari. Allora il consenso scientifico può apparire come l’unica verità del nostro tempo.

Cosa intende con “saperi particolari”? Vede anche lei una specializzazione che annulla la possibilità di tenere insieme i saperi, negando quello sguardo “universale” che è il principio stesso del concetto di Università?

La tecnica non si presenta come un insieme di possibilità offerto alla libertà e responsabilità degli uomini, ma come uno tra i “modi” o “forme” in cui si disvela l’essere. La divisione del lavoro scientifico determina saperi particolari, genera specialisti di ambiti sempre più limitati e ristretti. All’uomo intero, che pretendeva di abbracciare il mondo con lo sguardo e di trovarvi le ragioni dell’unità, subentra l’uomo frazionario, detentore di frammenti di sapere. La competenza designa l’oggetto e la misura del sapere parziale.

Tuttavia, le competenze non possono stare da sole, ma esigono il rapporto e l’unione con altre competenze. L’uomo non è più capace di fedi totalitarie e di visioni d’insieme, poiché anch’egli, il signore del mondo e il padrone delle cose, è caduto a materia di scienza (di psicologia e psicoanalisi, di sociologia e antropologia criminale ecc.).

Effettivamente la divisione delle competenze se da una parte ha prodotto una maggiore conoscenza all’interno del singolo sapere, dall’altra ha reso impossibile il dialogo interdisciplinare. Possiamo dire che anche questa deformazione è parte della deriva tecno-nichilista in atto?

Giova qui ribadire che la tecnica è rapporto tra voleri. L’essenza manipolatrice della tecnica, quale si manifesta nella posizione di norme, mira allo scopo più arduo e ambizioso: di conferire forma, non già a cose o eventi del mondo “naturale”, ma alla volontà di altri uomini, conducendoli ad accogliere la nostra volontà come loro propria volontà.

Su questo punto ha riflettuto intensamente il filosofo Martin Heidegger. Come si colloca il giurista dinanzi al pensiero di questo immenso indagatore?

Quando, ad esempio, il filosofo Martin Heidegger scrive che “L’uomo non è padrone dell’ente” ma “è il pastore dell’essere”, ci troviamo dinanzi ad una proposizione, tra arcana e profetica, che prova a svelare l’essenza dell’uomo. La quale non risiede nel padroneggiare le cose, nell’esercizio di una razionalità produttiva che corrompe il linguaggio e cagiona “spietatezza”, ma nell’ascoltare la voce dell’essere.

La meditazione di Heidegger non rifiuta la tecnica, non la degrada a strumento per il dominio soggettivo delle cose, ma la solleva ad un “invio del destino”, a forma di disvelatezza della “verità”. L’uomo deve imparare a essere docile e paziente nell’attesa della voce, che ricongiunga tecnica, diritto e poesia.

Dunque, forse, la risposta a questa pericolosa disumanizzazione che temiamo possa procedere senza limiti risiede nel ripensare il nesso fra tecnica e visione poetica del mondo?

Bisogna vedere nella tecnica, non qualcosa di in-umano, di estraneo o di avverso all’uomo, ma piuttosto una configurazione dell’umanità, quale si è determinata nell’Occidente europeo. Attraverso la tecnica, l’uomo ha costruito, e tuttora costruisce, il proprio mondo, l’insieme degli oggetti che gli stanno intorno, e nei quali egli, di “scoperta” in “scoperta”, conosce sempre più profondamente sé stesso.

Eppure, è diventato quasi impossibile riuscire a discutere filosoficamente e giuridicamente della dimensione umanistica della tecnica, del suo destino ultimo, senza dover per forza limitarsi a osservare i conflitti minimi del quotidiano.

Come accennavo poc’anzi, nelle filosofie unificanti, assistiamo alla morte del vecchio umanesimo di lettere ed arti, e alla nascita di un nuovo umanesimo dentro la stessa essenza della tecnica. In sostanza, cade ogni antitesi; non si fa più luogo al contrasto tra umanità e disumanità, poiché la tecnica trova la propria essenza all’interno del mondo umano. Ma esse, le filosofie unificanti, debbono pur registrare il fenomeno dei conflitti.

Oggi il conflitto può sorgere e svolgersi, non soltanto fra uomini, ma anche all’interno stesso del singolo uomo: basti considerare il malato, che, per obbedienza a una fede religiosa, rifiuta l’applicazione di una terapia medica. Qui la tecnica appresta il rimedio; il diritto lo considera lecito e permesso; eppure queste forze urtano contro un’altra forza più potente e vincolante. Altre potenze si agitano, dunque, ora in accordo ora in disaccordo con la tecnica: fedi religiose, ideologie politiche, speranze o paure collettive, scelte del diritto. Le norme giuridiche appartengono al mondo delle potenze, che la tecnica trova dentro di sé e dinanzi a sé, e non sa, né può sapere, se si stringeranno in alleanze o entreranno in conflitto.

Allora torniamo ancora una volta sul punto centrale, ovvero che la tecnica non va né temuta né rifiutata in nome di vecchi ideali umanistici, ma assunta ad opera dell’uomo. La sua umanità non è diversa da quella, che sorregge e genera le grandi creazioni dell’arte, della poesia, della musica. In essa si esprime la volontà di potenza dell’uomo, la sua volontà di dominare la natura e di farne, per usare l’espressione di Gentile, la “nostra natura”. Nessuno può porsi al riparo della tecnica, cioè del tempo in cui ci è dato di vivere.

Mi sembra che sulla radice umanistica della tecnica le sue parole siano state molto utili e precise. Venendo in conclusione al tema della giustizia invece, le chiedo: secondo lei il diritto è ancora in grado di formulare una strategia di contenimento, diciamo così, dello strapotere tecnico?

La tecnica –  ho già avvertito – appartiene anch’essa al regno degli uomini, e perciò trova dentro di sé e dinanzi a sé, nel suo svolgersi e dispiegarsi, altre potenze e forme della volontà umana. E tra di esse, non ultima e forse più temibile delle altre, il diritto, che prova a sottometterla al proprio impero, ed a stabilire con essa il rapporto di regola a regolato. Nel conflitto, la tecnica appare una tra le potenze umane, non la potenza unica e totalitaria.

Mentre nel passato l’uomo usciva, o provava a uscire, fuori di sé, e si appoggiava a una divinità o realtà presupposta, data prima del suo pensiero e della sua volontà, ora egli sa di edificare il proprio mondo, e di elaborare e di impiegare gli strumenti di questo dominio. Nei quali propriamente risiede la potenza della tecnica: una potenza, che non conosce né pace né tregua, così per il suo dispiegarsi ed accrescersi come per i conflitti, mossi al proprio interno. E noi stessi, uomini del secolo ventunesimo, siamo tratti dentro questi conflitti, e chiamati a prendere posizione fra le potenze in gioco.

lunedì 8 giugno 2026

Mostro


Il primo ministro della Danimarca Mette Frederiksen afferma che i giganti tecnologici hanno creato un mostro e collaborano con forze politiche per minare la democrazia. Ha detto così al capo di OpenAI Sam Altman: «Avete creato un mostro».

Frederiksen, Altman ha risposto: «Sì, e ora dovrete capire come farci i conti».

Fonte

martedì 28 aprile 2026

Il cambiamento climatico

 
Filmato visto qui: https://t.me/ArsenaleKappa/22458

Fonti di informazione iraniane, irachene, siriane e turche riportano che nei loro Paesi sono in corso abbondanti piogge, la temperatura è scesa bruscamente e in alcuni luoghi è persino caduta la neve (sì, ora, a fine aprile).

I risultati sono sorprendenti: il Tigri e l'Eufrate si riempiono d'acqua (gli abitanti di Mosul sono particolarmente scioccati), aree desertiche come le irachene Diyala e Salah al-Din diventano verdi, e laghi in via di prosciugamento (come il lago iraniano di Urmia) vedono tornare acqua e vita. Alcune dighe (tra cui Darbandikhan, la più grande diga dell'Iraq) hanno aperto i loro sfioratori a causa del riempimento al cento per cento — cosa che non accadeva da molti anni.

Questi cambiamenti vengono collegati al fatto che gli iraniani hanno bombardato i centri meteorologici nei paesi del Golfo Persico, che "rubavano le nuvole" (cioè spruzzavano sostanze chimiche come ossido di alluminio, ioduro d'argento e perclorato di potassio, impedivano la formazione di nuvole tramite onde HAARP, modificavano la direzione dei venti per attirare l'umidità verso il Golfo Persico, ecc.).

Si afferma che l'ingegneria climatica sia stata avviata negli anni '90 con la cooperazione degli Emirati Arabi Uniti e di Israele (e perché non sorprende?). Gli attuali problemi con l'acqua sono iniziati circa 10-15 anni fa, — più o meno quando gli sceicchi, secondo le voci, decisero di sistemare la loro oasi con fattorie di nuvole.

Nel 2011, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad disse:

"Loro ci rubano la pioggia".

Naturalmente, nessuno credette ad Ahmadinejad. Ma, nondimeno, il tempo passava e i cambiamenti climatici in diversi paesi e regioni erano evidenti — diminuzione delle precipitazioni o loro assenza (in particolare di neve), temperature anormalmente elevate in estate, ecc. Naturalmente, ciò comporta conseguenze negative e pericolose, tra cui la desertificazione delle terre, la morte di interi ecosistemi, il declino dell'agricoltura, la scarsità d'acqua e la fame. Tuttavia, dopo che l'Iran ha colpito vari obiettivi nella regione del Golfo Persico, il clima è cambiato e decenni di siccità sono finiti letteralmente in una settimana.

In breve, l'attuale primavera insolitamente fredda potrebbe essere spiegata proprio da questo. Se è così, allora abbiamo urgente bisogno di nuove teorie del complotto.

(Enrico Tomaselli su Facebook)

Visto qui: https://t.me/Chat_IlGiuristaImpertinente/289973

domenica 19 aprile 2026

Pokemon Go

Pokemon Go - Atto finale del controllo globale (2016)

Per chi non l'avesse ancora capito, ecco il ruolo di quel famoso gioco per cellulari che impazzava qualche anno fa, che portava la gente in giro per strada, negozi e case, alla ricerca dei personaggi virtuali del gioco.

La mappatura geografica minuziosa, volontaria e gratuita, del mondo (case, cortili, strade, parchi, negozi, bar, palestre, ristoranti, scuole, ...) da parte di milioni di utenti ignari, per contribuire alla realizzazione della gabbia orwelliana.

Il popolo, come sempre, abbocca e collabora per realizzare i piani dell'elite, senza sospettare nulla.

Visto qui: https://t.me/questarealta/280

lunedì 6 aprile 2026

TRASFORMA LA PLASTICA IN BENZINA: L’INVENZIONE CHE POTREBBE CAMBIARE IL MONDO E DISTRUGGERE INTERI IMPERI

Cosa succede quando un giovane inventore autodidatta crea un reattore capace di trasformare i rifiuti plastici in carburante, con un processo pulito, continuo e alimentato da energia solare?

E cosa accade quando questa scoperta minaccia l’intero sistema industriale su cui si regge il potere globale?

Nel video Julian Brown ha osato sfidare il cuore pulsante dell’economia mondiale: l’industria petrolifera. Il suo progetto “Plastoline” potrebbe rendere obsoleti gli inceneritori, rivoluzionare la gestione dei rifiuti e decentralizzare il controllo dell’energia.

Ma come spesso accade con le scoperte scomode… qualcosa va storto. Dopo aver denunciato pressioni, minacce e intimidazioni, Julian sparisce. Poi riappare. Ma la sua storia cambia tono, si fa oscura, minacciosa.

Nel video analizziamo: Cos’è la pirolisi e perché fa così paura ai giganti dell’energia;

Come Julian ha creato un sistema funzionante nel silenzio di un laboratorio indipendente;

Chi controlla davvero l’industria del petrolio e della plastica (BlackRock, Vanguard, State Street); Perché una scoperta del genere può essere considerata una minaccia sistemica;

E cosa possiamo imparare da tutto questo, prima che venga cancellato ogni segno della sua esistenza.


Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=3gpR4deijx8

https://www.youtube.com/@OmegaClick



Tra i commenti al video: 

Già nel 1978 Andrea Rossi aveva brevettato la tecnologia per ottenere petrolio dai rifiuti. Trovate il racconto nel libro "In nome del petrolio" ed. Mondadori.

C'è un YouTube italiano che fa la stessa cosa , almeno un anno fa , che spiega il processo e tutto il connesso , fa andare una vespa 50 con dei tappi di plastica e si chiama CHIMICAZZA.

Ing. Andrea Rossi video del 1985, un documentario che non trovo più in YouTube sulla sua Petroldragon.

Esiste da diversi anni questo sistema di riciclaggio della plastica. La Corsair Group (CEO Jussi Veikko Saloranta) ricicla da anni, in Thailandia, plastica producendo olio combustibile proprio attraverso la pirolisi. Ha addirittura un accordo con Shell per venderle il proprio prodotto che poi la multinazionale petrolifera raffina per trasformarlo in carburante. La Corsair Group ha uno stabilimento.anche in Finlandia e sta per sbarcare nel Nord degli Stati Uniti.

Che fine ha fatto la start-up italiana che eliminava la plastica con dei batteri ? e quella che ha ridotto i consumi per i veicoli termici allungando la percorrenza in Km ?

Senza nulla togliere al ragazzo protagonista del video e ad Omega che ha descritto il fatto, più di 10 anni fa, per caso, sono incappato su un video, che descriveva di una macchina inventata dal CNR che tramite la Pirolisi, ricavava bio carburante dalla spazzatura. Ho faticato un pochino per rintracciarlo adesso, ma c'è ancora. A quel tempo tentai di coinvolgere alcune trasmissioni di Mediaset . Mai ricevuto risposta. per chi volesse, cercate "Thor l'alternativa all'inceneritore.".

Ci sono anche Youtubers italiani come Chimicazza, Kaos la leggenda, Rulof ecc che hanno ottenuto benzina o diesel dalla plastica o dall'olio esausto, hanno spiegato il procedimento.... P.S. non sono ancora morti.

venerdì 20 marzo 2026

L'oracolo che spia


Il co-fondatore di Oracle, Larry Ellison, presenta una proposta di vendita per le nuove telecamere corporee monitorate dall'IA, non disattivabili.

Visto qui

domenica 15 marzo 2026

Ruggero Slongo: con i "Data center" e l'IA gli scenari del consumo di energia futuro fanno paura

Ruggero Slongo, Chief Operating Officer Retelit al convegno del "Salotto 2024", evento annuale promosso da MIX a Milano, parla di un enorme consumo di elettricità per i data center e per IA.

La quantità di energia elettrica assorbita da tutti i data center al mondo si attesta tra il 2 e il 4%, e raddoppierà entro il 2030, questa è la media, ma in Irlanda il 20% dei consumi energetici vengono diretti verso i data center superando già i consumi energetici delle abitazioni.

L'impronta della CO2 dei Data center è del 2% su base mondiale, la stessa dell’industria dell'aviazione.

Con l'avvento dell'intelligenza artificiale, dove una query ChatGPT assorbe 10 volte di più di una query Google, sono previsti scenari al 2030 che incutono davvero timore.

venerdì 27 febbraio 2026

CARINT car intelligence

Haaretz AFFERMA CHE AZIENDE ISRAELIANE DI CYBERSICUREZZA POSSIEDONO TECNOLOGIE CAPACI DI HACKERARE VEICOLI CONNESSI ALLA RETE E UTILIZZARLI PER RACCOGLIERE INFORMAZIONI D’INTELLIGENCE

Questo nuovo campo operativo è noto come CARINT — «intelligence automobilistica».

Il quotidiano spiega che le auto moderne sono ormai diventate «computer su ruote»: decine di sistemi digitali, SIM integrate, GPS, connessione internet permanente e sincronizzazione con smartphone generano un flusso continuo di dati sui proprietari e sui loro spostamenti.

L’inchiesta di Haaretz rivela che, grazie a queste tecnologie, è possibile tracciare in tempo reale i movimenti dei veicoli, analizzare abitudini di guida, ricostruire percorsi e identificare una specifica “obiettivo” tra decine di migliaia di auto.

«La tecnologia permette di accedere da remoto ai microfoni del sistema vivavoce dell’auto, consentendo di intercettare le conversazioni del conducente, e persino di collegarsi alle telecamere di bordo».

I dati provenienti dalle auto vengono poi integrati con altre fonti: telecamere di sorveglianza stradale, registri delle SIM, database governativi e anagrafici.

In particolare, il sistema confronta le immagini delle telecamere stradali per identificare targhe e altri dettagli già presenti negli archivi statali.

Questo rappresenta una tendenza più ampia: le aziende di intelligence cibernetica non si limitano più a raccogliere dati, ma li “cuciono” insieme, creando profili completi e operativi in tempo reale.

Ancora più allarmante, secondo Haaretz, è la capacità di prendere il controllo completo del veicolo da remoto: «Attraverso questo tipo di sorveglianza e hacking, i servizi segreti possono ottenere il controllo totale sull’auto — fino a sterzare il volante o bloccare il motore in movimento».

L’articolo conclude osservando che sempre più governi nel mondo stanno richiedendo attivamente queste tecnologie, trasformando le auto connesse in potenziali strumenti di sorveglianza di massa — e, in casi estremi, in armi silenziose.

visto su: Info Defense https://t.me/infodefITALY/34691


Haaretz: La tua auto ti sta spiando e le aziende israeliane stanno guidando la corsa alla sorveglianza. La militarizzazione di tutto

Tecnologie di uso quotidiano come le auto 'intelligenti', sono sempre più a doppio uso o sfruttabili a fini offensivi, trasformando i dispositivi 'smart' in potenziali strumenti di spionaggio, sabotaggio o guerra ibrida.

Un recente articolo pubblicato da Haaretz ha menzionato il settore emergente della CARINT (car intelligence), in cui le aziende israeliane sviluppano e vendono strumenti informatici avanzati che sfruttano i sistemi dei veicoli connessi — come il Bluetooth, i sensori di pressione degli pneumatici, le schede SIM, le telecamere, i microfoni e altri flussi di dati — per tracciare i movimenti, identificare obiettivi tra migliaia di veicoli, fondere i dati per la sorveglianza e accedere direttamente ai feed audio/video. Almeno tre aziende israeliane sono attive in questo settore, per trasformare le auto in piattaforme di raccolta di informazioni.

Una società (Toka, co-fondata dall'ex Primo Ministro Ehud Barak e dal Generale di Brigata, in pensione, Yaron Rosen, uno dei principali architetti delle attività cyber dell'esercito israeliano) ha sviluppato uno strumento offensivo capace di hackerare i sistemi multimediali di un veicolo specifico per individuare la posizione, tracciare i movimenti e spiare tramite microfoni e telecamere integrati.

Altre aziende come Rayzone e Ateros/Netline sono menzionate per simili capacità di tracciamento e fusione dei dati.

Quello che l'articolo non dice è che le auto connesse possono essere trasformate in un' arma letale acquisendo il controllo di sistemi critici come freni, sterzo, acceleratore e motore. Ciò permette di orchestrare assassini, stragi e altre operazioni terroristiche, in cui i veicoli sono coinvolti in incidenti o vengono lanciati su bersagli.

In uno scenario ancora più sinistro, flotte di veicoli autonomi o connessi potrebbero essere utilizzate in massa per attacchi coordinati, come ad esempio sferrare attacchi contro folle o infrastrutture, amplificando l'impatto ben oltre quello di un singolo veicolo.

Visto qui: @LauraRuHK https://t.me/LauraRuHK/10957


Fonte: Haaretz https://www.haaretz.com/israel-news/security-aviation/2026-02-16/ty-article-magazine/.premium/your-car-is-spying-on-you-and-israeli-firms-are-leading-the-surveillance-race/0000019c-6651-d2f0-a19c-7fdd81920000

domenica 15 febbraio 2026

Addestrare algoritmi

 

L'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis afferma che il conflitto a Gaza viene utilizzato come laboratorio da aziende tecnologiche, come Palantir, per addestrare prodotti di intelligenza artificiale e raccolta dati. Al di là del fallimento politico della "pseudo-tregua", Varoufakis sostiene che i giganti tecnologici globali stanno sfruttando lo sfollamento di massa e il movimento dei palestinesi per perfezionare i propri algoritmi.

Ha descritto in dettaglio una conversazione con un esperto di tecnologia, ex dipendente di Palantir, che avrebbe definito l'"evento di Gaza" "entusiasmante" per il settore e spiegato come i grandi volumi di dati generati dai bombardamenti delle aree densamente popolate vengano raccolti per sviluppare prodotti di intelligenza artificiale. Questi algoritmi vengono poi rinominati come strumenti civili per la gestione della logistica di emergenza e dei sistemi ospedalieri in Occidente.

visto qui: @lantidiplomatico il 7 febbraio 2026

giovedì 22 gennaio 2026

Pali neri

Hai notato anche tu quei nuovi pali neri che stanno comparendo in tante città italiane?

A prima vista sembrano semplici lampioni… ma una volta che scopri cosa si cela al loro interno, non li guarderai più con gli stessi occhi.

Nel video che accompagna questo post, ti guido in un viaggio di soli 5 minuti per svelare ciò che non ci dicono sulle smart roads, le strade intelligenti del futuro: tecnologie invisibili che comunicano tra veicoli, infrastrutture, droni… e, forse, anche con ciò che ci riguarda più da vicino.

Scoprirai come il 5G, l’intelligenza artificiale e il controllo a distanza non siano più scenari da film, ma strumenti già attivi intorno a noi.

Chi controlla chi?

Fonte: @InfoGeoLiveNews

martedì 6 gennaio 2026

Green!

 IL COSTO NASCOSTO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PRESTO INQUINERÀ COME 10 MILIONI DI AUTO 

Visto qui: http://t.me/LOV17032020 l'11 Dicembre 2025