Il colosso Usa: «Attacco
informatico senza precedenti»: violata autonomamente una popolare
piattaforma per programmatori
Uno scenario da pellicola
sull’apocalisse digitale, che forse prima o poi doveva succedere.
Una piattaforma di intelligenza artificiale che durante una
esercitazione decide autonomamente come muoversi, trovare una falla,
uscire da una stanza e poi attaccare per giorni un’altra
piattaforma. Ecco, è successo. E la piattaforma è la più nota
dell’emisfero occidentale: ChatGPT.
OpenAI, che è
l’azienda produttrice di del famoso chatbot, nelle scorse ore ha
reso noto che i suoi modelli di intelligenza artificiale avanzata
sono andati fuori controllo durante i test di sicurezza, violando
autonomamente una popolare piattaforma per programmatori.
L’azienda
di San Francisco ha definito l’accaduto un «incidente
informatico senza precedenti» e ha annunciato che condurrà
un’indagine congiunta con la piattaforma di condivisione di codice
e modelli di IA Hugging Face, vittima del cyber attacco.
Nell'Antica Grecia, la parola Téchne, tradotta oggi comunemente con Arte, indicava l'espressione artistica, ma anche i mezzi necessari a realizzarla, la Tecnica. Platone spiega che alla Téchne greca partecipavano l'artista con l'ingegnere e il muratore. Tecnologia è una parola composta che deriva dalla parola greca τεχνολογία (tékhne-loghìa), "discorso sull'arte", dove per arte oggi si intende la tecnica.
lunedì 27 luglio 2026
La AI ha preso il controllo. Ops...
venerdì 17 luglio 2026
Il futuro dell'intelligenza artificiale secondo Xi Jinping
L’intelligenza artificiale sarà uno strumento dell’umanità o una nuova fonte di dominio?
Il 17 luglio 2026, Xi Jinping interviene alla Conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale di Shanghai, sul futuro dell’intelligenza artificiale e propone un sistema globale fondato su controllo umano, sicurezza e cooperazione tra i Paesi.venerdì 10 luglio 2026
Il solito espediente retorico: usare l'orrore di un crimine abominevole per anestetizzare il pensiero critico e spingere i cittadini ad accettare la rinuncia ai propri diritti fondamentali
CHAT CONTROL, COSÌ IL PARLAMENTO UE RIBALTA SE STESSO E CONSEGNA LE NOSTRE CONVERSAZIONI ALLE BIG TECH
Il risultato è un trasferimento silenzioso di potere.
Non dallo Stato ai cittadini. Ma dallo Stato alle grandi imprese
tecnologiche
di Daniela Mainenti, Professore Straordinario in Diritto Processuale Penale Comparato
Il Parlamento europeo aveva già deciso. Con una risoluzione adottata nell’aprile 2026 aveva respinto la proposta della Commissione di prorogare il regolamento che autorizzava, sia pure su base volontaria, la scansione delle comunicazioni private da parte delle piattaforme digitali per individuare materiale di abuso sessuale sui minori. Non solo. Aveva invitato la Commissione a ritirare la proposta. Sembrava la parola fine.
Invece no. Con una procedura eccezionale, sollecitata dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel suo intervento al Consiglio europeo del 18 giugno, il fascicolo è stato rimesso sul tavolo. Lo stesso testo, sostanzialmente immutato, ritorna, “magicamente” davanti all’Aula, ma questa volta con regole procedurali completamente diverse e molto più favorevoli alla sua approvazione. È una vicenda che dovrebbe preoccupare tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Perché qui non è in discussione la lotta contro la pedopornografia. Quella è un dovere morale e giuridico sul quale nessuna persona ragionevole può nutrire dubbi. La vera domanda è un’altra.
In sostanza, la sorveglianza di massa inverte la presunzione
di innocenza e diventa una pesca a strascico che trasforma ogni
cittadino in un potenziale indagato, violando il diritto fondamentale
alla riservatezza.
Nel frattempo, i meccanismi del potere
economico e politico globale continuano a schermarsi dietro
l'opacità, i segreti di Stato e la complessità burocratica dei
grandi processi. Il più oscuro scandalo di portata globale sul
traffico di minori, le violenze e i sacrifici rituali resta pressoché
impunito. E tutto ciò che rimane nascosto e impunito si trasforma
nel più potente strumento di ricatto: il potere che protegge se
stesso. Pochissimi processi, indagini penali esasperatamente lente e
accordi transattivi miliardari, sul modello di quelli che hanno
coinvolto le grandi banche accusate di aver agevolato le transazioni
finanziarie di Jeffrey Epstein.
È il solito espediente
retorico: usare l'orrore di un crimine abominevole per anestetizzare
il pensiero critico e spingere i cittadini ad accettare la rinuncia
ai propri diritti fondamentali.
Con la protezione dei minori
come giustificazione morale, si normalizza una sorveglianza di massa
che non colpirà i grandi network criminali che sanno perfettamente
come nascondersi, ma minerà le libertà civili di tutti gli altri.

