lunedì 27 luglio 2026

La AI ha preso il controllo. Ops...

Il colosso Usa: «Attacco informatico senza precedenti»: violata autonomamente una popolare piattaforma per programmatori

Uno scenario da pellicola sull’apocalisse digitale, che forse prima o poi doveva succedere. Una piattaforma di intelligenza artificiale che durante una esercitazione decide autonomamente come muoversi, trovare una falla, uscire da una stanza e poi attaccare per giorni un’altra piattaforma. Ecco, è successo. E la piattaforma è la più nota dell’emisfero occidentale: ChatGPT.

OpenAI, che è l’azienda produttrice di del famoso chatbot, nelle scorse ore ha reso noto che i suoi modelli di intelligenza artificiale avanzata sono andati fuori controllo durante i test di sicurezza, violando autonomamente una popolare piattaforma per programmatori.

L’azienda di San Francisco ha definito l’accaduto un «incidente informatico senza precedenti» e ha annunciato che condurrà un’indagine congiunta con la piattaforma di condivisione di codice e modelli di IA Hugging Face, vittima del cyber attacco.

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venerdì 17 luglio 2026

Il futuro dell'intelligenza artificiale secondo Xi Jinping

L’intelligenza artificiale sarà uno strumento dell’umanità o una nuova fonte di dominio?

Il 17 luglio 2026, Xi Jinping interviene alla Conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale di Shanghai, sul futuro dell’intelligenza artificiale e propone un sistema globale fondato su controllo umano, sicurezza e cooperazione tra i Paesi.

Centralità dell'essere umano;
Orientamento al progresso e al bene:
Open source.

Nel discorso integrale, il presidente cinese affronta sviluppo tecnologico, sicurezza, controllo umano, cooperazione internazionale e accesso dei Paesi del Sud globale alle nuove tecnologie. Xi propone un quadro condiviso sotto il ruolo delle Nazioni Unite e annuncia nuovi programmi di formazione e cooperazione sull’intelligenza artificiale.



venerdì 10 luglio 2026

Il solito espediente retorico: usare l'orrore di un crimine abominevole per anestetizzare il pensiero critico e spingere i cittadini ad accettare la rinuncia ai propri diritti fondamentali


CHAT CONTROL, COSÌ IL PARLAMENTO UE RIBALTA SE STESSO E CONSEGNA LE NOSTRE CONVERSAZIONI ALLE BIG TECH

Il risultato è un trasferimento silenzioso di potere. Non dallo Stato ai cittadini. Ma dallo Stato alle grandi imprese tecnologiche

di Daniela Mainenti, Professore Straordinario in Diritto Processuale Penale Comparato

Il Parlamento europeo aveva già deciso. Con una risoluzione adottata nell’aprile 2026 aveva respinto la proposta della Commissione di prorogare il regolamento che autorizzava, sia pure su base volontaria, la scansione delle comunicazioni private da parte delle piattaforme digitali per individuare materiale di abuso sessuale sui minori. Non solo. Aveva invitato la Commissione a ritirare la proposta. Sembrava la parola fine.

Invece no. Con una procedura eccezionale, sollecitata dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel suo intervento al Consiglio europeo del 18 giugno, il fascicolo è stato rimesso sul tavolo. Lo stesso testo, sostanzialmente immutato, ritorna, “magicamente” davanti all’Aula, ma questa volta con regole procedurali completamente diverse e molto più favorevoli alla sua approvazione. È una vicenda che dovrebbe preoccupare tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Perché qui non è in discussione la lotta contro la pedopornografia. Quella è un dovere morale e giuridico sul quale nessuna persona ragionevole può nutrire dubbi. La vera domanda è un’altra.

In sostanza, la sorveglianza di massa inverte la presunzione di innocenza e diventa una pesca a strascico che trasforma ogni cittadino in un potenziale indagato, violando il diritto fondamentale alla riservatezza.

Nel frattempo, i meccanismi del potere economico e politico globale continuano a schermarsi dietro l'opacità, i segreti di Stato e la complessità burocratica dei grandi processi. Il più oscuro scandalo di portata globale sul traffico di minori, le violenze e i sacrifici rituali resta pressoché impunito. E tutto ciò che rimane nascosto e impunito si trasforma nel più potente strumento di ricatto: il potere che protegge se stesso. Pochissimi processi, indagini penali esasperatamente lente e accordi transattivi miliardari, sul modello di quelli che hanno coinvolto le grandi banche accusate di aver agevolato le transazioni finanziarie di Jeffrey Epstein.

È il solito espediente retorico: usare l'orrore di un crimine abominevole per anestetizzare il pensiero critico e spingere i cittadini ad accettare la rinuncia ai propri diritti fondamentali.

Con la protezione dei minori come giustificazione morale, si normalizza una sorveglianza di massa che non colpirà i grandi network criminali che sanno perfettamente come nascondersi, ma minerà le libertà civili di tutti gli altri.

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