Non hanno comprato una startup audio. Hanno acquistato la tecnologia per leggere il tuo viso prima che tu emetta un solo suono.
La startup si chiama Q.ai e non
ascolta la voce: usa laser a infrarossi per tracciare i
micromovimenti della pelle (spostamenti di pochi micron) mentre
articoli mentalmente una parola. Il risultato? Siri o i tuoi AirPods
sapranno cosa stai per dire prima ancora che tu l'abbia
pronunciato.
Ma i brevetti vanno oltre:
• Tracciamento di
emozioni e frequenza cardiaca in tempo reale
• Autenticazione
continua basata su come ti si muove il volto
• Riconoscimento
dell'intento prima della vocalizzazione
Il fondatore è Aviad
Maizels, lo stesso che nel 2013 ha venduto ad Apple la tecnologia da
cui è nato il Face ID. Prima gli ha dato la chiave per sbloccare lo
schermo col tuo volto, ora gli dà lo strumento per interpretare il
tuo non-detto.
Ce lo venderanno come comodità per parlare con
l'AI in mezzo alla folla senza muovere la voce. Ma il confine tra
"accessibilità" e "corpo come interfaccia permanente"
non è mai stato così sottile.
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